spettatori indifferenti

“Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fa produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto” (Nicholas Murray Butler: filosofo, politico, vincitore del premio Nobel per la pace nel 1931)

Ma oggi? si può ancora affermare che la “vasta maggioranza”, rimasta peraltro tale si possa considerare ancora inconsapevole? L’esponenziale evoluzione del XX secolo soprattutto nel campo della tecnologia ha reso possibile la comunicazione tra i popoli in tempo reale, si può dire che internet ha avvicinato il mondo ed ha aperto un’enorme biblioteca che ha permesso di far girare velocemente sul web molteplici informazioni di facile accesso per chiunque. Davanti alla visione dell’odierno declino della dignità umana e dei suoi valori principali, la “vasta maggioranza” non può più avere come scusante l’inconsapevolezza.
Il termine corretto è a mio avviso indifferenza e una domanda sorge spontanea: CHI è più indifferente? colui che preferisce non guardare o colui che pur vedendo in modo chiaro, non nutre alcun interesse nel cambiamento?

(Marina Rossi)