la sottile linea

…che separa ciò che sei: DONNA! …da ciò che vorresti  essere …da ciò che gli altri vedono in te e  da ciò che tu vorresti vedessero aprendo consapevolmente  gli occhi su di un universo “parallelo” dove  i diritti di uguaglianza e rispetto, oggi come nel  lontano Medioevo, sono ben lungi dall’essere  riconosciuti e dove i mass media occidentali, politicamente corrotti, fanno un uso ingordo della tua immagine in una sorta di …….. assurda e patetica contraddizione.

Vuole essere una riflessione sul perché in questi ultimi tempi si è notevolmente accentuato l’interesse mediatico sul tema  dei soprusi e della violenza sulle  donne che non ribadisce la solita accusa al popolo islamico o ai trattamenti perpetrati  in alcuni paesi del terzo mondo, ma punta direttamente  il dito al  nostro paese ed in generale al  mondo ormai “occidentalizzato”.

La “prostituzione” del corpo nell’immagine è diventata ormai parte integrante del ns. quotidiano, ci viene propinata da TV,  giornali, manifesti , che purtroppo educano da una parte allo sfruttamento, al sopruso, al piacere e dall’ altra ad un’ istigazione a perseguire miseri  ideali di notorietà,  incuranti delle conseguenze di chi vede in questo solo modelli da imitare.

La donna è ancora considerata merce che si può comperare, consumare per poi liberarsene alla stregua di un prodotto “usa e getta”.

(Marina Rossi)

Alcune immagini del progetto:  (click sulla foto per ingrandire)

Testi Critici

Testo a catalogo di Luigi Erba

Un lavoro quello di Marina Rossi di riflessione sulla condizione della donna, sul nostro mondo occidentale, ma anche di studio linguistico nel rappresentare una narrazione che è pure l’essenza delle immagini. Impostazione a dittico: una donna simbolicamente messa in una cornice a cui fa da contraltare un’altra figura. Con questo accostamento  emergono le varie tematiche, di soprusi e violenze, di falsi modelli  propinati dai media. A volte non senza ironia rappresentativa, quasi sempre in modo estremamente oggettivo, emerge questa “sottile linea” tra l’immagine    data a livello mediatico e  il reale essere dell’individuo. Pirandellianamente la distanza tra ciò che sei e come gli altri ti  vedono.

Franca Rossi Galli:

Donne: età ed etnie diverse. L’occhio poetico si muove in varie direzioni, luoghi e tempi: metafora eloquente fra tenerezza e denuncia, fra il ricordo, le prigioni mentali e fisiche, i margini invisibili della società europea e non. Il ritratto di realtà occulte, la  memoria di vecchie emarginazioni che si connettono con l’attualità. Un registro melanconico fra realtà e fantasia che suscita nel pubblico, specialmente femminile, un desiderio di riflessione sul tema del femminismo e sui problemi che un cambiamento repentino nel costume può aver creato sia nella vita della donna che in quella della coppia.

Silvano Bicocchi – Agorà di Cult – FIAF:

“La sottile linea”, di Marina Rossi, è un’opera animata da un’idea concettuale per la scelta di una gabbia concettuale nella quale viene analizzato il modello di donna contemporanea.
E’ un’opera dal messaggio complesso perché è insieme presa di coscienza del comportamento della donna, da parte di una donna, e degli stereotipi che l’immaginario collettivo proietta sul mondo femminile.
Un’opera morale per la critica sociale che viene espressa in modo diretto evidenziando le contraddizioni.
E’ comunque nata un’opera che ha una sua originalità nel condurre un’ampia riflessione sul comportamento e i modelli della donna contemporanea.
Complimenti all’autrice per l’ideazione di un concept coerente e per l’impegno socio culturale che si sente nelle sue intenzioni.  http://www.fiaf.net/agoradicult/2015/03/12/la-sottile-linea-di-marina-rossi/